Francesco Guccini saluta tutti nel modo più onesto e naturale a 86 anni, ci mancherà per le sue canzoni che continueremo a cantare come faceva il mio compagno di classe Luca Bortolotti nel 1978, e ci mancherà anche per il suo rapporto molto stretto con “noi” con i Fumetti e i Fumettisti italiani.
Siamo appunto in Italia e ci dobbiamo sorbire l’uscita della PdC Meloni, grande fan a quanto pare del Maestrone: “continuerò ad ascoltare le sue canzoni nonostante le sue dichiarazioni livorose nei miei confronti”. Lasciando perdere questioni di etichetta e politesse, non vale proprio la pena visto che qui la classe, il tatto, manco si sa dove sta di casa (anzi chiedo scusa alla memoria del pantagruelico Francesco), questa accusa, da parte di chi su un enorme, evidente e complessato LIVORE ha costruito una fin qui soddisfacente, presumo, carriera politica, mi fa sorgere spontanea una frase rivelatrice che ho letto spesso in anni recenti sui maledetti social.
Una frase (uno slogan?) di grande acutezza, non saprei a quale genio gramsciano attribuirne la paternità, che puntuale salta fuori a commento di uscite dell’estrema destra al potere, Usa, Israeliana, EU, su questioni ben più drammatiche e lancinanti: “EVERY ACCUSATION IS A CONFESSION”, Ogni accusa è una confessione.
Ciao, carissimo Francesco, ti si vuol bene.
