martedì 31 dicembre 2019

BACGLSP























Care amiche, cari amici, il 2019 sta per finire, è stato per me un anno intenso, difficile ma anche pieno di soddisfazioni, spero lo stesso per voi. In questi suoi ultimi giorni, il 2019 mi vede impegnato su un progetto che, se tutto va bene, vedrà la luce l'anno che viene.
Con una tavola del suddetto Auguro un perlomeno decente, anzi, stupefacente 2020 a tutti voi. Buon Anno!

mercoledì 13 novembre 2019

Celestia























Sono tornato da Lucca con la solita manciata di libri da leggere, ma sono due quelli che mi hanno colpito e che ritengo uscite importanti, epocali, insomma, dei capolavori. Uno è quello di Seth, Clyde Fans, un "romanzo per immagini" di quasi 500 pagine, un lavoro di vent'anni, pubblicato in Italia da Coconino, di cui mi limito a riportare la "fascetta" di Chris Ware in quarta di copertina: "Seth è uno dei più grandi fumettisti mai esistiti e Clyde Fans è uno dei più grandi graphic novel mai realizzati. Che altro vi serve sapere?" punto.
Ho invece qualcosa (di probabilmente inutile) da dire su Celestia di Manuele Fior, che è un libro Oblomov bellissimo e importante, posso dirlo senza tema di smentite anche se ne ho letto soltanto la prima parte. Fior è qui un Autore maturo a massimo regime, fa ancora meglio di quanto aveva mostrato in 5000 Km e L'Intervista. In Celestia è tanto abile e ispirato che ben presto ci si dimentica degli aspetti tecnici, di quanto cazzo è bravo. Anche le citazioni i rimandi, passano in cavalleria, Fellini, Antonioni, Ballard, Miyazaki, l'amato F.L.Wright ecc. tanto intensa e tanto fisica, sensoriale, è questa esperienza di lettura.
Semplicemente si viene trascinati in questo posto coloratissimo, una laguna e una Venezia futura, a seguire i vagabondaggi di Dora e Pierrot.
Non succede un granché, siamo lì con questi due strani personaggi che incontrano altri strani personaggi, in questo posto pazzesco, a pelo d'acqua, i verdi cangianti, i muri rossi, sotto un cielo abbacinante, incredibilmente azzurro. Non c'è nessun bisogno di trame strutturate e complesse, sarebbero di peso, l'essenziale è esser lì con loro, a Celestia.
Questo libro a fumetti è importante perchè se Fior, con tenerezza, talento, tenacia e grande coraggio, riesce a immaginare e raccontare una fantascienza, un futuro possibile, diverso e non atroce, forse significa che possiamo ancora averne uno.
Anzi, sono convinto (sicuramente qualcun'altro ha espresso questo concetto in una forma migliore della mia) che le nostre possibilità di avere un futuro vivibile sono determinate proprio dalla capacità di alcuni di noi di immaginarlo e di costruirlo, esattamente come fa Fior.

lunedì 11 novembre 2019

Montagnola

Quelle etrange!
Dunque: Sabato prossimo, 16 Novembre, vado in Svizzera, in questo posto qui sopra, a fare questa cosa qui sotto.
Devo spiegarvi quanto sono contento e quanto ringrazio la gentile Sonja Riva per questo invito?
W la Svizzera!

mercoledì 30 ottobre 2019

Lucca 2019
















Domani vado a Lucca.
Alle 18, nella Caffetteria di Palazzo Ducale c'è un incontro, moderato da Luca Raffaelli, con James Bradburne. Si parlerà di Ettore & Fernanda, naturalmente.
Sarò nei giorni successivi allo stand Coconino dove potrò dedicarvi la vostra copia di questo od un altro dei miei libri, con capatine anche da Canicola per Tramezzino. Orari qui e qui.
A proposito di Tramezzino, stamattina l'amico Beniamino mi ha segnalato con prontezza questo pezzo di Edoardo D'Amico, appena uscito su DoppioZero, che finisce dritto tra le cose più precise, approfondite e belle che ho letto sul mio albettone. Grazie, Edoardo.
La foto non c'entra con Lucca, è stata fatta in Cumbria, a Kendal, UK, da Mario, che ringrazio, durante un incontro tra autori Self Made Hero, moderato dal meraviglioso dandy Paul Gravett.

lunedì 28 ottobre 2019

mercoledì 23 ottobre 2019

The Irishman























Non vedo l'ora, sono anni che aspetto questo film. Ho letto già da tempo il libro di Charles Brandt "I heard you paint houses",  da cui è tratto. Rivedere, dopo anni (da "Casino"!?) la faccia di Joe Pesci al cinema è un richiamo irresistibile, come se non bastassero Bob De Niro, Al Pacino e la regia di Martin Scorsese.
Dire che Scorsese è il mio regista preferito mi pare riduttivo...i miei preferiti cambiano (per fortuna!), attualmente il mio regista preferito è una regista, Chantal Akerman, che ho scoperto con colpevole megaritardo. Ma Scorsese è forse il regista che più e più a lungo di chiunque altro ha influenzato i miei gusti, la mia sensibilità, la mia educazione e la mia crescita... credo che il mio primo Scorsese sia stato "Alice non abita più qui", ma senza dubbio la prima botta è arrivata con"Taxi Driver". Subito dopo "Toro Scatenato" mi ha messo definitivamente al tappeto.
Scorsese è italiano, come me, anzi, più di me, credo che l'italianità degli italoamericani come Mamma Scorsese, che spesso compariva nei suoi film, sia di un genere più profondo ed arcaico del nostro. Una specie di concentrato di "italianitudine" che per "Marty", come e più che per F.F. Coppola è un motore inesauribile. E anche prima di vedere "Il mio viaggio in Italia" si sapeva del suo grande amore per il nostro Cinema. Scorsese è di estrazione cattolica, come ahimè me, e questa cosa salta fuori sempre e dona ai suoi personaggi, alle sue storie, una complessità, ma soprattutto un'umanità, che li rende credibili e universali, sia quando si tratta di mobsters, sia quando fa "L'età dell'innocenza"o "Silence".
Scorsese sarà anche vecchio, ma non è rincoglionito, tutt'altro, continua a perseguire con amore e passione la sua idea di Cinema, basti vedere il suo penultimo piccolo film prima di "The Irishman", il bellissimo documentario sulla tournée del 1975 di Bob Dylan, "Rolling Thunder Revue".
Ricordo molto bene la sensazione che ebbi 25 circa anni fa, quando vidi in un cinema di Gorizia "Goodfellas", quell'ultimo fotogramma di Joe "Tommy" Pesci che scarica il revolver in camera sulle note di "My Way" versione Sid Vicious. Non era solo la certezza di aver visto un grande film, ma la consapevolezza di aver assistito, anzi, di aver preso parte, ad un "Revenge act", ad una Vendetta, la Vendetta di un modo perduto di concepire e fare Cinema, già allora in fase decadente, sullo strapotere degli studios, dei Blockbuster, la Vendetta dei cattivi veri sui finti buoni, la Vendetta dell'intelligenza sulla stupidità programmata e imposta, la Vendetta della working class, dei lavoratori, sugli straricchi rottinculo!
La Vendetta del passato sul presente.
Non vedo l'ora.

mercoledì 9 ottobre 2019

Zanzibar























Zanzibar, uno degli pseudonimi di Piero Bartezzaghi, che ci lasciava trent'anni fa. Come dice Pippo Quester, ancora non è calcolabile quanto dobbiamo a persone come lui.

venerdì 4 ottobre 2019

Undead























Da poco è uscito in edicola lo Speciale Dylan Dog numero 33, Il pianeta dei morti, "Saluti da Undead" è il titolo della storia, testi di Alessandro Bilotta e disegni miei. Nel realizzare questo albo di 160 pagine a ritmi molto serrati (ho iniziato a Febbraio e mi sono pure fermato per fare "Ettore&Fernanda") ho trasgredito deliberatamente ad alcune regole del fumettista coscienzioso, non dirò quali; l'ho fatto di proposito, non per guadagnare tempo ma perché mi sembrava un modo per stare più in sintonia con le atmosfere, il "mood", la poetica di questa storia, magnificamente scritta da Alessandro. Dirò invece che non ce l'avrei mai fatta senza l'aiuto di due assistenti di lusso, Vincenzo Filosa, che ha lavorato alle matite e Fabio Ramiro Rossin, che si è occupato dei retini grigi.

lunedì 30 settembre 2019

TCBF 2019















Sabato sera Scozzari mi ha detto: "Bacilieri, quand'è che mi diventi più cattivo?"
Ora, come ho risposto a Filippo, anche se i geni weneti non aiutano, ci sto lavorando, ma questo post non va nella giusta direzione, ed è tutta colpa del TCBF!
Sì, perché questo piccolo, grande Festival, anche quest'anno, anche a chi come me lo ha vissuto solo parzialmente, ha dato molto, e non parlo (solo) di premi.
Questi signori, da diversi anni portano avanti caparbiamente, incredibilmente, in una realtà weneta opulenta e diffidente, distratta, difficile, il loro progetto con ingredienti molto semplici: Amore per il Fumetto in tutte le sue declinazioni, nuove proposte a 360°(più della metà degli Autori/Autrici in mostra erano per me dei totali sconosciuti), estrema cura e attenzione negli allestimenti, il tutto scaldato da un entusiasmo e una concretezza, tipicamente weneti.
La bellissima mostra di Gabriella Giandelli è sicuramente l'esempio migliore, il ricordo più prezioso, di quello che Alpo, Nicola & C. sono riusciti a mettere in piedi con il TCBF.
Grazie ragazzi!