venerdì 24 luglio 2026

Osvaldo il superbo

Il nome innanzitutto: Osvaldo Bagnoli. Un nome che non ti aspetti bello rotondo, che sa di 900 e di Medio Evo. Poi c'è quella faccia un po' così, con quel naso triste e gli occhi neri, allegri e intelligenti. L'uomo veniva dalla Bovisa, working class milanese purissima e gli era rimasta attaccata ovunque andasse sui campi da calcio dello stivale la sua lingua musicale e bellissima, la stessa che parlava Alessandro Manzoni. Non so quante volte ho letto la parola "umile" nei tanti necrologi di questo Gran Lombardo al quale la città dove sono nato deve almeno quanto deve a William Shakespeare, e in effetti l'umiltà non era un optional per l'Osvaldo centro mediano metodista approdato al Milan di GreNoLi negli anni 50 per poi proseguire la sua dignitosa carriera in campi di provincia, la Spal, l'Hellas Verona e poi da allenatore, tanta Serie B. Ma Osvaldo Bagnoli ha qualcosa dentro che nessuno ha, qualcosa di unico e di grande. Quando torna all'Hellas nei primi anni 80' lo porta subito in Serie A, in un campionato che allora era davvero stellare: Platini, Zico, Socrates, Rumenigge, Maradona, Bruscolotti... Osvaldo un pezzo alla volta costruisce la sua squadra, letteralmente, con gli scarti delle grandi una squadra che memorizza la sua idea di calcio. Poi nel 1984 arrivano due "stranieri" come si chiamavano allora, Hans Peter Briegel e Preben Elkjaer Larsen. Osvaldo da genio qualora reinventa letteralmente il panzer Briegel fino ad allora arcigno terzino laterale della nazionale tedesca, piazzandolo davanti alla difesa, diventerà un centrocampista devastante, e asseconda la libertà tattica di Elkjaer libero di scorrazzare sulle fasce dove farà molto male, leggendario il suo gol in casa alla Juve con il piede scalzo.

Gianni Brera lo battezza Schopenhauer  

          Forse la partita più bella di quella cavalcata verso lo Scudetto dell'Hellas è stata a Udine, un Udinese Hellas, su un campo pesante, due squadre se le sono date di santa ragione cercando di prevalere a suon di gol, dal 3 a 0 dell'Hellas risponde caparbiamente l'Udinese che si porta sul 3 a 3 per poi arrendersi proprio ai due Dioscuri dell'Hellas che segnano il 4 e 5 a 3 finale. Così si gioca a calcio in Paradiso commentò qualcuno.  

Poi c'è stata Genova la Superba, e dove se no? E altre imprese, in casa del Liverpool.

Ciao Osvaldo, grazie di tutto.


 

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